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LA SPEZIA




LA SPEZIA

Provincia di La Spezia

La provincia della Spezia (provinça dea Spèza in ligure) è provincia italiana della Liguria, geograficamente la più orientale della regione, con capoluogo alla Spezia e 223.516 abitanti.
Confina ad ovest con la provincia di Genova, a nord con l'Emilia-Romagna (provincia di Parma), ad est con la Toscana (provincia di Massa e Carrara), mentre a sud è bagnata dal mar Ligure.

Storia
Napoleone, con un decreto dell'11 maggio 1808, dichiarò la Spezia capoluogo del Settimo Dipartimento marittimo e, successivamente, Sottoprefettura marittima con a capo il sottoprefetto Santorre di Santarosa. Il Generale riconobbe subito la posizione strategica del golfo, sul quale nutriva ambiziosi progetti militari: la Spezia infatti sarebbe dovuta diventare la piazzaforte marittima dell'impero. Nel 1814 fu occupata dagli austriaci ed il Congresso di Vienna segnò il passaggio definitivo del territorio ligure ai Savoia.
Sotto il regno sabaudo la Spezia fu capoluogo della provincia di Levante, comprendente 29 comuni. Durante il risorgimento Cavour avviò quello che era già stato un obiettivo di Napoleone vale a dire la costruzione di un arsenale e di un porto militare (1869). In quegli anni il golfo assunse anche una forte dimensione di turismo d'élite, in virtù delle sue bellezze naturali e delle attività recettive di grande lusso come gli alberghi Grande Bretagne, Croce di Malta e la Locanda di Odessa. Il Croce di Malta fu per molti anni luogo di soggiorno del re sabaudo.
La costituzione della Provincia della Spezia venne approvata con regio decreto, a firma del Re Vittorio Emanuele III, il 28 novembre 1923.
In quegli anni la provincia fu teatro di ferventi scontri; tra i tanti si ricordano i "Fatti di Sarzana" del 21 luglio 1921, in cui furono respinte dalla popolazione e dai carabinieri della locale stazione le colonne di fascisti provenienti dalla vicina Toscana.
Durante la seconda guerra mondiale la città della Spezia fu pesantemente colpita dai bombardamenti, a causa della presenza dell'arsenale, delle industrie pesanti e del porto, ma anche di obbiettivi militari di interesse come la sede del XXI Fanteria e della Xª Flottiglia MAS. Nel periodo tra il 1943 e il 1945, l'intero territorio fu teatro della resistenza partigiana, attiva soprattutto nelle valli della Magra e del Vara. Il 25 aprile 1945, i maggiori centri urbani erano già nelle mani delle brigate partigiane all'arrivo delle prime colonne statunitensi. Alla fine della guerra il capoluogo fu in larga parte ricostruito, come anche il resto del territorio duramente segnato dal conflitto.
La prima amministrazione democraticamente eletta risale al 10 giugno 1951, data dell'insediamento del consiglio provinciale. Tale organo non fu in grado di esprimere un Presidente di Giunta e quindi fu necessario il commissariamento dell'ente, fino al 25 maggio 1952, data delle elezioni che portarono ad avere la prima amministrazione nata dal consenso popolare. La Giunta fu presieduta dall'ex sindaco spezzino della Liberazione, Agostino Bronzi.
La Provincia della Spezia è tra le istituzioni insignite della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Economia
L'eterogeneità territoriale della provincia si ripercuote sugli aspetti economici e lo sviluppo di talune attività produttive è legato al territorio; la diversificazione della produttività della provincia spezzina è da ricercarsi negli aspetti geomorfologico e storici del territorio.
L'agricoltura spezzina trova sviluppo soprattutto nell'entroterra e nelle zone adiacenti ai due fiumi. L'opera di antropizzazione del territorio ligure ha tuttavia permesso di coltivare anche le terre più impervie; è il caso delle Cinque Terre, dove si è sviluppata l'arte di costruzione dei muri a secco, grazie ai quali si è costituito il tipico terrazzamento ligure, base delle coltivazioni rivierasche.
Significativo è l'esempio che fornisce il distretto della Val di Vara, in cui si è potenziata la pratica di agricoltura biologica, fino a divenire la quasi totalità della produzione locale, tanto da conferire l'appellativo di "Valle del Biologico". Qui è molto fiorente la zootecnica, con l'allevamento bovino al pascolo sia da carne che da latte.
Da alcuni anni alcune aziende del territorio si sono specializzate nella produzione di latte a crudo, non pastorizzato, ciò è possibile grazie ai controlli che vengono effettuati a garanzia del consumatore, le proteine del latte non pastorizzato garantendo al prodotto un valore nutrizionale altissimo.
Le valli di Pignone e del Casale sono note per le orticole, per i fagioli cenerini, le patate e il granoturco dall'asciutto, che grazie ad un progetto della Provincia e dell'azienda sperimentale hanno raggiunto una consistente quota di mercato. Di grande importanza ma di minor quantità la fagiolana di Torza, il fagiolo di Mangia, il pisello nero di Lago e lo zucchino alberello di Sarzana.
La castagna rappresenta un'opportunità per la forte presenza di castagneti da frutto e, per bontà della farina, frutto di miscela tra varietà differenti e di antiche tecniche di essiccazione, la provincia, attraverso progetti finanziati dalla Comunità Europea, ha predisposto infatti le procedure per raggiungere la D.O.P. della farina di castagne della Val di Vara.
L'agricoltura quindi prevede per la maggior parte una produzione ortofrutticola (tradizionale e biologica), ed è la prima provincia ligure per produzione vinicola rappresentando da sola quasi la metà di tutto il prodotto regionale. I principali vitigni sono viticoltura (sangiovese, ciliegiolo e canaiolo nero pollera nera per le uve nere, bosco, albarola, trebbiano e vermentino per le uve bianche). Il territorio collinare è quasi interamente olivato olivicoltura, ma molti sono gli alberi da frutta di varietà antichissime tra cui i celebri (limoni) di Monterosso il pesco birindello e la susina dal collo storto.
L'attività della pesca è antica e radicata soprattutto nei borghi marinari. Nel capoluogo si svolge tuttora e giornalmente il mercato del pesce, nella Piazza Cavour meglio conosciuta come "Piazza del Mercato".
Ad oggi è sviluppata anche l'attività di allevamento ittico, praticata soprattutto a ridosso della costa orientale del golfo, nei pressi delle zone di Cadimare, Fezzano e Varignano, dove si allevano prevalentemente orate e spigole.
Estremamente importante l'attività di mitilicoltura, effettuata in vivai situati nei pressi della diga foranea, a Porto Venere ed alla Palmaria. I vivai sono costituiti da un reticolo di pali, un tempo in legno ed oggi in acciaio zincato, collegati con delle funi di nylon che costituiscono il reticolo delle ventie, appese alle quali vengono poste corde dette pergolari, o reste, a tre trefoli intrecciati insieme alla sementa del mitilo con il cosiddetto innesto a lampione. Attualmente le reste in corda sono sostituite da reti di plastica a calza tubolare, a maglie più o meno grosse a seconda della misura del mitilo, più comunemente detto "muscolo" nella provincia spezzina e in Liguria in genere.
Per quanto riguarda l'attività di allevamento animale, la maggior parte è destinata ad allevamento avicolo, il gallo nero gigante della Val di Vara è una razza selezionata negli anni trenta e che è stata recuperata negli ultimi anni, seguito da specie ovine e bovine. Alla provincia spezzina spetta il lusinghiero primato della superficie destinata ad allevamento biologico (superiore a 1000 ettari)[4].
L'industria spezzina si è sviluppata principalmente in funzione delle esigenze del settore militare. Solo negli ultimi anni c'è stato il tentativo di riconvertire parte delle officine preposte a supporto dell'arsenale militare, come nel caso della neonata industria cantieristica da diporto.
Le maggiori imprese presenti sul territorio sono: l'O.T.O. Melara produttrice di armamenti, la Termomeccanica, industria metalmeccanica, la Fincantieri (Cantiere navale del Muggiano), nel settore navale e la San Giorgio, nel settore elettrodomestico.

Fonte: Wikipedia


Progetto Coofinanziato
da REGIONE LIGURIA
nell'ambito dei progetti "PSIR".

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