
GENOVA
Provincia di Genova

La provincia di Genova (provinça de Zena in ligure) è una provincia italiana della Liguria di 900.718 abitanti, con capoluogo a Genova.
Gli attuali confini amministrativi sono a nord con il Piemonte (provincia di Alessandria) e con l'Emilia-Romagna (provincia di Piacenza e provincia di Parma), a sud con il mar Ligure, ad ovest con la provincia di Savona e ad est con la provincia della Spezia.
L'amministrazione provinciale ha sede dal 1879 presso il palazzo Doria-Spinola, sede anche della prefettura.
Storia
La Provincia di Genova venne istituita dal Decreto Rattazzi del 1859; divenne operativa dal 1º marzo 1860[10] con la nomina a presidente provinciale dell'avvocato Antonio Caveri.
La provincia era suddivisa in 5 circondari, da ovest ad est Albenga, Savona, Genova, Chiavari e Levante. Più o meno la suddivisione del territorio corrispondeva a quella della Repubblica di Genova, decaduta dopo la Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte sul finire del XVIII secolo con l'istituzione della Repubblica Ligure nel Primo Impero francese e il successivo passaggio nel Regno di Sardegna.
Genova è entrata a far parte ufficialmente dell'elenco delle città che diventeranno città metropolitana. L'Area metropolitana di Genova, anche se non ancora costituita, è comunque storicamente rappresentata dal territorio che da Sestri Levante conduce fino a Savona e Vado Ligure.
Economia
L'agricoltura della provincia genovese trova sviluppo soprattutto nelle vallate adiacenti alle grandi città costiere della riviera. Grazie all'abile arte della costruzione dei muri a secco, grazie ai quali si è costituito il tipico terrazzamento ligure, le colline vengono ampiamente sfruttate dai coltivatori genovesi.
L'agricoltura prevede per la maggior parte una produzione ortofrutticola (tradizionale), viticoltura (Moscato bianco, il Ciliegiolo, la Bianchetta Genovese e Vermentino), olivicoltura (specie nelle zone di Leivi, Lavagna e Sestri Levante) e alberi da frutta (limoni, pesche, albicocche).
L'attività della pesca è assai antica e molto radicata nel tempo, soprattutto nei borghi marinari. Se in passato era di consuetudine intraprendere la via marinara, la quale contribuiva molto all'economia del borgo, oggi è quasi del tutto scomparsa specie nei comuni costieri più grandi. Camogli, Santa Margherita Ligure e Sestri Levante sono tra le località dove l'attività è riuscita a mantenersi inalterata nel tempo, di fatti il maggiore traffico del pescato proviene da codeste città.
Tra i maggiori mercati ittici, oltre a quello nel capoluogo ligure, quelli di Camogli e Sestri Levante che con un efficiente sistema di scambi commerciali raggiungono ogni località costiera, ma soprattutto montana.
Le maggiori concentrazioni dell'allevamento del bestiame sono quasi esclusivamente in Val d'Aveto, dove è praticato il pascolo di bovini, caprini e ovini. Dall'attività vengono ricavati prodotti caseari o carne, esportati in tutta la provincia e oltre confine.
Le attività industriali sono per lo più concentrate a Genova, dove trovano spazio grandi industrie come Ansaldo, Finmeccanica e cantieri navali come la Fincantieri. Nel resto della provincia sono diffusi, specie nel Tigullio, industrie nel settore navale (Lavagna, Sestri Levante e Riva Trigoso), anche se ultimamente una forte crisi commerciale (legata soprattutto alla notevole concorrenza europea) ha creato disagi e mobilitazioni nelle maggiori industrie del settore. Sul territorio provinciale insistono inoltre piccole e medie attività industriali ed artigianali.
Nei comuni montani, maggiormente in val Fontanabuona, è ancora fiorente e redditizia l'estrazione e la lavorazione dell'ardesia, chiamata "la pietra nera", esportando prodotti (tra i più richiesti i biliardi) in tutta Italia ed in Europa conquistando quasi interamente il settore ardesiaco. Altre attività presenti nelle vallate genovesi sono dedite alle lavorazioni della plastica, del legno e della carta.
Il nucleo provinciale basa principalmente la sua economia sul turismo nazionale e straniero. La provincia, con Genova in primis, offre al turista migliaia di opportunità e scelte con canali diversi. Durante la stagione estiva i comuni rivieraschi si alternano con spettacoli musicali, culturali e cabaret, registrando ogni anno ampi consensi dai turisti vacanzieri. Ultimamente anche i comuni dell'entroterra o montani stanno riscoprendo il turismo, grazie alle molteplici feste, fiere e sagre organizzate proprio durante la bella stagione, uscendo da una sorta di isolamento territoriale.
Anche la cultura è fonte di turismo: mostre, rassegne teatrali e convegni contribuiscono a valorizzare il territorio e le culture locali. Le seconde case sono, specie per le città sulla costa, un motivo diffuso di permanenza di turisti, specie italiani.
Fonte: Wikipedia
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